Vi Racconto Barcellona

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Il nostro volo partiva prestissimo. Alle 5 eravamo già in aeroporto e appena giunti a Barcellona siamo usciti e abbiamo raggiunto Plaza Catalunya utilizzato un autobus diretto. In 20 minuti e per pochi euro eravamo già davanti alla Rambla! Ci sono vari modi per raggiungere il centro con pochi spiccioli, dato che la distanza fra la città e l’aeroporto è di 21 chilometri circa. Appena scesi ci siamo diretti sulla via più famosa di tutta la Spagna percorrendola tutta e dato che stranamente spiovigginava abbiamo deciso di fare subito tappa al Mercato de La Boqueria, che si trova precisamente a metà! Pochi secondi dopo il nostro ingresso, il mio cuore ha iniziato a palpitare…è stato amore a prima vista. Uno splash di colori e profumi incredibile. La varietà delle bancarelle e di tutto quello che vendono è incalcolabile. Mi sembrava di essere tornata in Thailandia. E’ stato un tuffo al cuore, ma molto piacevole ovviamente. Dopo un ora e mezza passata a spendere e a mangiare di tutto (soprattutto frullati di frutta e pesce fritto), siamo usciti perché era spuntato il sole e ci siamo diretti, sempre a piedi, verso il quartiere gotico. Qua si possono trovare due attrazioni molto belle: la cattedrale della città e il fotomosaico del bacio, inaugurato 5 anni fa. Le foto raggruppate assieme formano un bacio passionale tra un uomo e una donna. Fantasticarci sopra è molto divertente. Il murale si trova a 100 metri dalla cattedrale alla fine di un vicolo. Dopo aver scattato 200 foto ci siamo diretti alla Sagrada Familia ma prendendo un taxi. Non sono molto costosi e tutti utilizzano il tassametro quindi contrattare sarà praticamente inutile. Come vi dicevo la mente e le abitudine sono tornate in Asia quel giorno. Appena sono scesa dall’auto sono rimasta a bocca aperta. La Sagrada è enorme. Non che non lo sapessi già ma dalle foto non si può capire al 100%, come non si riescono a percepire tutti i dettagli architettonici e le sculture che la costituiscono. Per mancanza di tempo non siamo riusciti a visitare il suo interno ma è questione di mesi e anche questo mio desiderio si realizzerà. Dopo aver esplorato la zona circostante, ci siamo diretti al park Guell sempre con l’ausilio di un taxi e sempre per pochi euro. Farsela a piedi non è uno scherzo dato che la strada è tutta in salita. Siamo arrivati all’ingresso ed essendo febbraio non abbiamo trovato molta fila e in meno di un ora eravamo pronti per ammirare la meraviglia delle meraviglie, la chicca più bella della città: tutto il park guell! Le sue colonne, il suo giardino pieno di sculture colorate realizzate in mosaico, le chiese di Gaudì, i suoi balconi e le sue panchine. Un angolo di colori affacciato sul tetto della città… una città che guarda sempre il sole, piena di palme e di case che vanno dal giallo, al rosso e all’arancione, che profuma tutto l’anno di mare. Unica. Dopo aver terminato il giro, siamo usciti e ci siamo diretti a piedi verso la zona moderna. Ormai era giunto il tramonto e dopo una cena veloce in un fast food, ci siamo diretti all’aeroporto, sempre utilizzando un bus. A distanza di 13 giorni i miei piedi sono ancora doloranti ma è stata una bellissima maratona alla scoperta di una città pazzesca. Non vedo l’ora di tornare e di terminare il mio giro.

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