Clochard preso a calci in pieno centro a Carrara

Clochard preso a calci in pieno centro a Carrara

Agghiacciante episodio in via Roma, un mendicante viene aggredito all’ora di punta

Carrara, 15 febbraio 2019 – Atterra con un calcio alle spalle un mendicante in mezzo a via Roma. Il tutto sotto gli occhi dei passanti e clienti di bar e negozi che riprendono la scena con il telefonino, la osservano con l’attenzione che si dedica a uno spot all’interno del proprio programma preferito, e poi si girano dall’altra parte come se nulla fosse ritornano placidamente a sorseggiare il proprio caffè o a fumare una sigaretta.

Nel frattempo l’autore di questo gesto vile e vigliacco gonfia il petto e, dopo aver gridato alla sua malcapitata vittima di spostarsi, tutto tronfio della sua impunità torna per la propria strada come nulla fosse. E’ la cronaca di quanto accaduto nel salotto buono del centro, in pieno pomeriggio quando tutti i negozi erano aperti e i caffé pieni. Eppure delle persone che hanno assistito a questa scena agghiacciante nessuno si è preoccupato di soccorrere il mendicante o fermare l’aggressore. Non è in compenso mancato però chi ha immortalato la scena e ha pensato bene di esporla al pubblico dell’arena dei social dove, ne siamo sicuri, più di qualcuno avrà messo like e faccine sorridenti a gogo.

Allo sfortunato clochard vittima di questa aggressione codarda, che tra l’altro deve convivere da tempo con una disabilità importante, non è rimasto dunque altro da fare che tirarsi in piedi da solo e, passo passo, allontanarsi. Sul momento non ha chiamato né ambulanza, né carabinieri per denunciare l’accaduto, ma la dinamica dei fatti è ancora ben chiara nella sua testa.

«E’ arrivato da dietro e mi ha colpito – racconta l’uomo che tutti in città conoscono semplicemente come Umberto – io non mi sono accorto di nulla tranne poi trovarmi steso in terra. Io non faccio nulla di male. Si, è vero, chiedo qualche soldo in strada, ma da tempo ho rimesso a posto la mia vita e non do fastidio a nessuno». Nei prossimi giorni la vicenda potrebbe avere dei nuovi sviluppi. Non è da escludere che il clochard stesso decida di passare alle vie di fatto e denunciare il suo aggressore.

Quest’ultimo, da quanto emerge, da allora non sembra abbia mostrato alcun tipo di pentimento, né tantomeno ha chiesto scusa alla sua vittima. A stupire dei pochi secondi del video non è però solo la brutalità immotivata con cui viene colpito il clochard, quanto l’indifferenza assoluta degli astanti. Con il ragazzo a terra e il suo aggressore che se ne va come nulla fosse nel filmato entrano anche due signori già in là con gli anni che, con tutta la naturalezza del mondo, cambiano direzione e continuano i loro discorsi. I carrarini una volta avrebbero risposto in maniera diversa a un episodio del genere.

Grande Lorenzo Laureato con 110 e lode

Quando aveva sei mesi Lorenzo dormiva beatamente nella culla in cucina. “Ci fu un cedimento improvviso di un mobile e tutte le pentole vennero giù. Non mi accorsi di nulla. Fu lì che i miei genitori capirono che avevo qualche problema”. Lorenzo Nizzi Vassalle, 24 anni, è sordo dalla nascita, ha vissuto “un’infanzia difficile” e dopo aver lottato con amici, studenti, professori, medici e infermieri (“in Italia la Lis, la lingua dei segni, non è ancora riconosciuta ufficialmente, quindi per noi sordi è un casino”) si è laureato alla facoltà di Lettere Moderne di Pisa con una tesi sulle difficoltà che i non udenti devono affrontare nella loro vita. Ed è stato il primo studente sordo nell’università toscana a laurearsi col massimo dei voti. “Quando ho visto le mani agitate a mo’ di applauso è stata un’emozione. Ma la battaglia è solo all’inizio”.
Il 3 ottobre del 2017 per la prima volta il Senato ha approvato il disegno di legge sul riconoscimento della Lingua dei segni italiana. Poi il testo è passato alla Camera, dove ancora giace. E l’Italia è una delle poche nazioni che non riconosce ufficialmente la Lis come lingua. Purtroppo la “sordità è invisibile – racconta Lorenzo – e del mondo dei sordi c’è stata poca diffusione delle informazioni. Il nostro difetto è che veniamo visti come normodotati, ma se andiamo a scavare a fondo, dobbiamo lottare in continuazione per vivere nella quotidianità”. Un esempio? “Quello che sembra semplice per un udente, per noi diventa una fatica triplicata. Prima di Facebook e WhatsApp eravamo costretti a chiedere aiuto ad amici e parenti anche solo per prenotare un tavolo al ristorante”.
Lorenzo è stato costretto ad imparare le singole parole in modo meccanico, associandone ognuna a immagini e foto scattate dai genitori. “È stato un lavoro molto lungo, pesante e ripetitivo: non avendo stimoli uditivi spesso dovevo ripetere il processo”. Ed è andata avanti così per circa 14 anni. “A scuola ho sempre lottato per essere al pari dei miei compagni; spesso non ci riuscivo, parlavano di cose sentite e viste la sera prima alla televisione”.

Vigili del fuoco minacciati e derubati mentre spengono l’incendio a Librino

Vigili del fuoco minacciati e derubati mentre spengono l’incendio a Librino

Cgil, Uil, Cisl, Conapo, Confsal e Usb di Catania denunciano gli atti di violenza, intimidazioni verbali e pesanti offese, che gli operatori del soccorso subiscono nell’espletamento delle loro funzioni di pubblici ufficiali

Un grosso incendio, persone intrappolate sui balconi. Vigili del fuoco subito a lavoro per spegnere le fiamme. Ma quando tornano sui mezzi di soccorso, la sorpresa. Alcuni “sciacalli” hanno rubato le loro attrezzature. E’ accaduto alcuni giorni fa, a Librino. Ma, come sottolineano i sindacati non è un episodio isolato.

Le organizzazioni sindacali di categoria dei vigili del fuoco di Catania sono, infatti, molto preoccupate per la recrudescenza degli atti di violenza, intimidazioni verbali e pesanti offese, che subiscono gli operatori del soccorso nell’espletamento delle loro funzioni di pubblici ufficiali, quali agenti e sottufficiali di Polizia giudiziaria, in taluni quartieri e non solo, quando operano per salvare delle vite.

“Purtroppo è successo ancora una volta! – si legge in una nota congiunta di Cgil, Uil, Cisl, Conapo, Confsal e Usb di Catania – Una squadra del nostro comando è intervenuta per salvare delle vite ed estinguere un incendio in uno stabile di almeno 8 piani fuori terra, dove vi erano persone intrappolate. Ebbene, la squadra, oltre a dover pensare alla salvaguardia della pubblica incolumità, ha dovuto arginare gli animi di alcuni facinorosi, che inveivano contro di loro minacciandoli. Oltre ciò, sono saliti sul mezzo VF facendo sparire importanti attrezzature necessarie all’intervento in questione, tant’è che neanche le 6 pattuglie della Polizia di Stato, presenti sul posto, sono state in grado di evitare tutto ciò”.

“Tali atteggiamenti ostili, pertanto, non sono più tollerabili ed ammissibili – prosegue la nota – Inoltre, stabili di certe altezze devono possedere il Certificato di Prevenzione Incendi che, se rispettato, da modo ai soccorritori di operare al meglio. Al punto dove siamo arrivati, chiediamo un tavolo di concertazione tra Prefettura, Questura, Comando VVF ed organizzazioni sindacali, per trovare una soluzione urgente al fenomeno. La grave situazione in cui versa il Comando è, ormai, di dominio pubblico, Catania è tra le prime città come numero di interventi pro capite ed eguaglia come interventi Palermo, è seconda solo a, Roma, Napoli e Milano, ma ha una pianta organica fortemente sottodimensionata ed una grave carenza di mezzi di soccorso, quelli attuali sono, in buona parte, vetusti, il pochissimo personale in servizio è sottoposto ad un fortissimo stress psicofisico e lavora duramente senza sosta, rischiando la propria vita, ottemperando sempre e comunque le tempistiche d’intervento”.

“Ovviamente non si può mantenere ancora a lungo questa situazione, occorre che quanto promesso dal Sottosegretario Candiani sull’invio di uomini e mezzi, avvenga in tempi brevissimi. Le organizzazioni sindacali sono pronte ad uno stato di agitazione che rivendichi quanto detto sopra. I Vigili del Fuoco di Catania hanno già pagato un pesante tributo in termini di vite umane e continui infortuni in servizio e meritano rispetto” conclude la nota.

Malore in casa per Umberto Bossi, trasportato in elisoccorso in ospedale

L’onorevole Umberto Bossi, 77 anni, ha avuto un malore nel pomeriggio di giovedì 14 febbraio nella sua casa di Gemonio.

Il senatùr e fondatore della Lega è stato soccorso nel pomeriggio da un’ambulanza della Croce Rossa Italiana di Cittiglio che ha prestato le prime cure. Bossi sarebbe caduto battendo la testa.
Dopo averlo immobilizzato e intubato i sanitari l’hanno portato nel vicino campo sportivo dove era atterrato un elisoccorso (nella foto) che l’ha imbarcato per il trasporto verso l’ospedale di Varese.

Nel video l’intervento dell’elisoccorso a Gemonio

Pescara, aggressione al giornalista Piervincenzi e a troupe Rai

Pescara, 13 febbraio 2019 – Brutta avventura per una troupe Rai presa di mira per aver realizzato una inchiesta sulle infiltrazioni della malavita e i clan emergenti in Abruzzo. I tre componenti del gruppo, durante le riprese, sono stati accerchiati e aggrediti da un gruppo di residenti nel quartiere Rancitelli di Pescara. In particolare è stato preso di mira Daniele Piervincenzi, inviato della trasmissione di Rai2 Popolo Sovrano, che già era già stato vittima di un agguato e ferito gravemente a Ostia con una testata da un esponente del clan Spada che cercava pacificamente di intervistare.

Con Piervincenzi erano il filmaker Sirio Timossi e il redattore David Chierchini. I tre stavano lavorando in particolare a una puntata incentrata sulle infiltrazioni dei clan nella periferia pescarese. Giornalista, cineoperatore e autore dei testi erano entrati in un complesso di case popolari Ater, un comprensorio chiamato Ferro di cavallo, considerato il principale crocevia dello spaccio della città di Pescara e dell’Abruzzo. Stavano raccogliendo testimonianze di vita vissuta nel quartiere quando all’improvviso i componenti della troupe sono stati affrontati, minacciati da un assembramento di persone che hanno interrotto le riprese e alzato le mani sui tre malcapitati che stavano facendo informazione, svolgendo un servizio di pubblica utilità.

Spinte, strattoni, schiaffi. i tre componenti della troupe Rai sono stati costretti con la violenza ad allontanarsi. Immediata la presa di posizione del premier Giuseppe Conte in merito al grave episodio: “Questo governo non tollera zone di illegalità. Nessuno può sentirsi al di sopra della legge”, avverte il presidente del Consiglio, esprimendo solidarietà.Numerose le testimonianze di vicinanza all’inviato e alla troupe, dai vertici Rai al presidente eletto della Regione Abruzzo, che auspica “una dura reazione di tutte le istituzioni competenti per riportare la legalità a Pescara, in quel quartiere

Arezzo, bimbo di 3 anni dimenticato 6 ore su pulmino della scuola: genitori presentano una denuncia

A San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, un bambino di tre anni è rimasto circa 6 ore solo, chiuso nel pullmino che doveva portarlo alla scuola materna, e che invece l’autista aveva parcheggiato. L’allarme è scattato quando la mamma è andata alla scuola per riprenderlo. I carabinieri lo hanno trovato seduto sul sedile con la cintura di sicurezza allacciata, impaurito e in lacrime. Portato in ospedale, il bimbo sta bene.Presentata una denuncia – I genitori hanno sporto denuncia. Sul mezzo di Autolinee Toscane, che svolge il servizio in convenzione per il comune, c’era anche un’accompagnatrice di una cooperativa: né lei né l’autista si sono accorti che il piccolo era rimasto seduto. L’accompagnatrice è stata subito sospesa mentre l’azienda ha avviato un’indagine interna prima di sospendere anche l’autista.

L’amministratore delegato ha contattato il sindaco per informarlo dei “provvedimenti adottati e per manifestare la disponibilità ad assumere le iniziative necessarie per sostenere la famiglia del bambino e per assicurare che tali drammatiche vicende non si ripetano”.

Sindaco: “Comune parte lesa” – “Il Comune è parte lesa e farà di tutto per chiarire i contorni della vicenda”. Lo ha detto il sindaco Maurizio Viligiardi in merito alla vicenda. Viligiardi si è detto profondamente sconvolto da quanto accaduto promettendo di fare rapidamente chiarezza per accertare le eventuali responsabilità.