Rolls Royce, Morgan sbaglia sul brano di Achille Lauro

L’analisi sempre più puntuale del testo del brano “Rolls Royce” del rapper Achille Lauro, in gara al 69esimo Festival della Canzone Italiana, proposta dal Tg satirico, che dimostra in maniera inequivocabile gli espliciti riferimenti alla droga, è stata contestata da Morgan il 9 febbraio scorso, durante un’intervista video rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni TV.

Secondo il noto cantautore e polistrumentista milanese, il quale ha duettato con Lauro sul palco del Teatro Ariston, vedere nella canzone “Rolls Royce” una mitizzazione delle metanfetamine e delle rockstar con problemi di stupefacenti è una forzatura e un travisamento di un brano che vuol essere surreale e dadaista, e non certamente realistico.

Morgan concentra la sua attenzione sulla strofa “sdraiato a terra come i Doors”, commentando di non aver mai visto i componenti della band statunitense sdraiati per terra, ma sempre in piedi a suonare. Pertanto, si tratterebbe un’immagine onirica e poetica, tutt’altro che reale. Striscia, invece, propone diversi filmati in cui si vede il leader dei Doors Jim Morrison sdraiato a terra, in preda a chissà quali sostanze, per niente metaforico, ma tarantolato, sfatto. Nessuna fatica, dunque, a scovare chissà che “sotto ’l velame de li versi strani”. Per sapere a cosa si riferiva l’espressione “sdraiati a terra come i Doors”, bastava prendere tutto alla lettera. Insomma con buona pace delle interpretazioni più artistiche e stravaganti, in “Roll Royce” la realtà supera l’immaginazione… anche quella psicotropa”.

Alessandro, è nato a Milano nel 1992

Si chiama Alessandro, è nato a Milano nel 1992, il padre è Egiziano mentre la madre è italiana. È cresciuto qui, ha studiato qui, ha fatto musica qui, ha lavorato qui. In Egitto forse ci è andato 3 volte in 27 anni. Aprendo le orecchie, oltre che la bocca, e ascoltando il suo brano capireste che il padre è in Egitto tranquillamente sposato con un’altra, avrà altri figli e probabilmente non ha rapporti con Alessandro.
In conferenza ha risposto ad una domanda riguardante la polemica politica dei migranti ed ha risposto: “Io sono italiano, nato e cresciuto a Milano. Non mi sento tirato in causa. Nel brano ho messo una frase araba perché è un ricordo della mia infanzia, ma sono italiano al 100%”.
Il brano dice “Lasci la città ma nessuno lo sa, ieri eri qua ora dove sei papà, io da te non ho voluto soldi”.
Il verso in arabo dice “Waladi Waladi Habibi Ta’aleena” che significa “Figlio mio, amore vieni qua”, un ricordo che Mahmood ha di quando il padre giocava con lui.
Mahmood è anche un affermato compositore e produttore, ha scritto ad esempio l’ultimo singolo di Mengoni “Hola” che da settimane è primo in classifica, così come la canzone che l’estate scorsa tutti cantavate, “Tu vedi nero / io vedo Baliiiii”.
Voi a 27 anni avevate raggiunto risultati paragonabili nel vostro lavoro? Sapete solo scrivere cazzate offensive sui vari social. Lui HA VINTO SANREMO e andrà anche a Tel Aviv per rappresentarci all’Eurovision. VOI invece siete sulla tastiera, o col telefono sul divano a criticare. Che coraggio!
In ogni caso il cantante in questione è ITALIANO, inutile scrivere “immigrato, mammut, gay, da quale barcone è sceso, lo ha fatto vincere la sinistra” e altre cattiverie.
Ma cosa insegnate ai vostri figli? Poveretti, in che mani sono capitati. Spero siano migliori di voi. Sistemate la vostra vita invece di criticare quella degli altri.
Ha vinto lui, fatevene una ragione. E l’anno scorso ha vinto Ermal che è nato in Albania… E quindi? Qual è il problema?
Siamo nel 2019, la musica è anche questo, non solo lirica, urla e sole-cuore-amore!
Aprite le orecchie, ma soprattutto il cervello.
Ma c’è bisogno di spiegare ogni volta? Non vi sentite un po’ pesanti, cattivi e vuoti dentro? Il brano può piacere o no ma le offese vanno oltre e non ce n’è bisogno”.