Come Diventare Modella

Non c’è un’età standard per cominciare e molto dipende dallo sviluppo di ciascuno: alcuni giovani a 14 anni hanno gia altezza e fisico mentre altri devono aspettare i 16 o 17 anni. Andate a scuola o all’università? In questo caso l’agenzia a cui vi siete rivolte/i organizzerà gli appuntamenti di lavoro in modo da non interferire con gli orari ed i ritmi di studio.

REQUISITI PER FARE LA MODELLA Un corpo proporzionato, 1.70 m minimo di altezza, una taglia 40. Le misure “90-60-90” non sono indispensabili ma è bene avvicinarsi a queste cifre. La pelle deve essere bella (anche se qualche brufolo può essere nascosto dal trucco). Non esistono invece standard per i capelli: l’agenzia provvederà a consigliarvi il taglio ed il colore che vi valorizzano di più. L’aspetto fisico è importante ma non è tutto: a chi fa questo mestiere (o ambisce a farlo) è richiesto un buon portamento, carisma e, come in qualunque altra professione, sono indispensabili la professionalità, la puntualità e la serietà

QUANTO GUARDAGNA UN MODELLO? – Solo le top model arrivano a cifre astronomiche. La maggior parte delle persone che lavorano in questo settore, a lungo andare, arriva a cifre sostanziose ma all’inizio i guadagni sono modesti e possono passare settimane o mesi prima che il lavoro cominci ad “ingranare”.

A CHI RIVOLGERSI? – Se siete ai primi passi, cominciate sempre contattando un’agenzia seria. Quali sono quelle serie? Quelle che non fanno pagare per un provino, che non richiedono o propongono un corso di portamento. Guarda le agenzie suggerite »

Se avete ottenuto un colloquio presso un’agenzia, presentatevi così come siete abitualmente. La naturalezza premia sempre.

Porti l’apparecchio? Niente panico, non è un’ostacolo. Qualche difetto oggi è accetato.

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Come Diventare Pompiere

Come si diventa vigile del fuoco?
Per diventare vigile del fuoco è necessario superare un concorso pubblico che viene indetto con un bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale IV serie speciale concorsi ed esami, visionabile anche sul sito internet www.vigilfuoco.it.

Per diventare vigile del fuoco volontario deve essere presentata domanda di arruolamento nei quadri volontari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco presso il Comando provinciale di residenza.

Quali sono gli uffici a cui rivolgersi?
L’ufficio che si occupa dei concorsi pubblici è l’Area I della Direzione Centrale per gli Affari Generali.

Che titoli di studio bisogna possedere?

Il titolo di studio necessario per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco è il diploma di istruzione secondaria di primo grado (licenza media inferiore)

Quali sono i requisiti per accedere al concorso?

I requisiti generali richiesti sono quelli per la partecipazione ai pubblici concorsi per l’accesso ai pubblici impieghi (cittadinanza italiana, godimento dei diritti politici, regolare condotta civile e morale…)

Quali sono i limiti d’età ed i requisiti fisici?

Attualmente il limite di età per accedere alla qualifica di vigile del fuoco è di 30 anni senza alcuna elevazione tranne che per i vigili volontari per i quali il limite è, invece, di 37 anni, mentre i requisiti psico-fisici ed attitudinali sono regolamentati dal D.M. 228/93 e dal D.P.C.M. 233/93, ma sia per l’età che per i requisiti fisici sono in via di emanazione dei nuovi regolamenti

Quali sono le qualifiche che vengono messe a concorso pubblico nel C.N.VV.F.?

Le qualifiche per le quali si accede solo tramite pubblico concorso dell’area tecnico operativa, oltre a quella di vigile del fuoco, sono: Vice ispettore antincendi, vice direttore, vice direttore medico, vice direttore ginnico sportivo.

Fonte http://www.vigilfuoco.it

Come diventare avvocato

Diventare avvocato: dopo la laurea in Giurisprudenza uno dei possibili sbocchi professionali per i giovani laureati in Legge sicuramente più comune, ma non per questo più semplice, è la professione di avvocato.

La professione di avvocato infatti è scelta da tantissimi laureati italiani: secondo gli ultimi dati nel nostro Paese sono presenti ben 230 mila avvocati, un numero così elevato da far arrivare l’Italia al terzo posto in Europa tra i Paesi con più avvocati.

Questo dato dovrebbe spingere gli aspiranti avvocati ad una riflessione preliminare: volete davvero diventare avvocato? Non solo l’esame di stato è notoriamente impegnativo, ma il numero di colleghi avvocati presenti nel Bel Paese renderà molto competitivo l’esercizio della professione forense e conseguentemente anche le possibilità di guadagno. Al momento infatti il reddito medio di un avvocato in Italia si aggira intorno ai 37 mila euro.

Ma se il vostro sogno resta quello di diventare avvocato, nonostante le difficoltà tecniche e pratiche che potrete incontrare nel vostro percorso, vi forniamo tutte le informazioni utili per gli aspiranti avvocati.

Vediamo quindi come diventare avvocato in 4 punti.

Come diventare avvocato: laurearsi in Giurisprudenza
Per prima cosa per diventare avvocato occorre essere laureati in Giurisprudenza.

La facoltà di Legge non richiede un particolare indirizzo scolastico per potersi iscrivere al Corso di Laurea in Giurisprudenza, nè servono particolari conoscenze acquisite durante gli anni di Scuola Superiore per poter diventare avvocato. Sicuramente aver studiato al Liceo Classico potrebbe essere un vantaggio, più che per la conoscenza del latino, lingua tuttora utilizzata dagli avvocati nell’esercizio della professione forense, per il metodo di studio che tale Liceo richiede ai propri studenti.

Tuttavia nulla vieta a brillanti studenti provenienti da indirizzi tecnico-scientifici di conseguire una Laurea con lode in Giurisprudenza e passare senza alcuna difficoltà l’esame di Stato.

Al momento è possibile iscriversi al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (LM) della durata di 5 anni, che sostituisce il precedente Corso di Laurea in Giurisprudenza Vecchio ordinamento (DL) nonchè il Corso 3+2 costituito da una Laurea Triennale in Scienze Giuridiche (Classe 31) e una successiva Laurea biennale Specialistica (LS).

Come diventare avvocato: la pratica forense
Una volta conseguita la laurea in Legge occorre iniziare la pratica forense presso uno studio legale di un avvocato (il cd. dominus) che risulti iscritto da almeno 5 anni all’albo professione degli avvocati.

La pratica forense ha una durata di 18 mesi e il praticante avvocato dovrà partecipare ad almeno 20 udienze del proprio dominus per ogni semestre facendo annotare la propria presenza nel verbale di udienza e nel libretto della pratica.

In alternativa è possibile iscriversi a una Scuola di specializzazione che permetterà all’aspirante avvocato di conseguire un diploma che ridurrà ad un solo anno lo svolgimento della pratica forense.Il recente Decreto n. 70 del Ministero della Giustizia, pubblicato sulla G.U. del 19 maggio 2016, ha previsto alcune novità per lo svolgimento della pratica forense da parte degli aspiranti avvocati.

Durante lo svolgimento della pratica forense è adesso ammissibile lo svolgimento di lavoro subordinato pubblico o privato, ma la pratica forense deve avvenire con assiduità, diligenza, riservatezza e nel rispetto delle norme di deontologia professionale.

Inoltre i praticanti avvocati possono svolgere il primo semetre di pratica forense mentre frequentano l’ultimo anno universitario e un successico semetre in un altro Stato dell’Unione Europea.

Resta sempre possibile lo svolgimento parziale della pratica forense presso il Comune, l’Avvocatura di Stato ed Enti pubblici come l’Inps, ma solo per massimo 12 mesi.

Fondamentale è la frequenza obbligatoria ai corsi di formazione e aggiornamento professionale durante lo svolgimento della pratica forense.

Al termine del primo anno di pratica, l’aspirante avvocato è di fronte a una scelta: rimanere praticante avvocato o fare domanda per l’iscrizione al Registro Praticanti Abilitati.

L’Iscrizione al Registro Praticanti Abilitati ha ovviamente un costo che varia a seconda dell’Ordine di appartenenza e consente al giovane aspirante avvocato di poter agire in giudizio senza bisogno della presenza del proprio dominus ma solo in determinate tipologie di cause.

Come diventare avvocato: l’esame di abilitazione professionale
Una volta terminata la pratica forense, sarà necessario affrontare l’esame di Stato per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

Per la sessione 2016 lo svolgimento dell’esame di Stato è invariato rispetto agli anni precedenti e consiste nel sostenere tre prove scritte e una orale.

Le tre prove scritte consistono nella redazione di due pareri legali in materie regolate dal codice civile e dal codice penale e di un atto giudiziario su un quesito a scelta tra i tre proposti in materia di diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale consiste in un colloquio di circa un’ora avanti a una commissione di giuristi, professori universitari, avvocati o magistrati dove si discuterà dello scritto e si dovrà rispondere ad alcune domande sulle cinque materie scelte dall’aspirante avvocato.

Come diventare avvocato: l’iscrizione all’albo ed alla cassa forense
Per poter essere davvero avvocato ed esercitare effettivamente la professione forense, dopo aver superato l’esame di Stato bisogna infine iscriversi all’albo degli avvocati presso l’Ordine di appartenenza.

Tale iscrizione prevede un giuramento del neo avvocato durante una apposita cerimonia presso il Tribunale che consente poi l’iscrizione al Consiglio dell’Ordine degli avvocati del circondario di appartenenza.

Con l’iscrizione all’albo degli avvocati è obbligatoria anche la contestuale iscrizione alla Cassa Forense, la Cassa previdenziale operativa per tutti gli Avvocati.

Come Diventare Pilota Aerei

La passione per il volo accomuna molti giovani ragazzi, i quali dopo il diploma decidono di intraprendere un percorso che permetta loro di diventare pilota di aerei. Di fronte ai loro occhi si prospettano due possibilità: diventare pilota di aerei di linea, oppure tentare l’Accademia di Aeronautica Militare per pilotare gli aerei militari. In questo post spiegheremo come diventare pilota di aerei di linea, quali sono i requisiti necessari e quali prove bisogna superare per ottenere le licenze di volo.COME DIVENTARE PILOTA DI AEREI DI LINEA
I requisiti per diventare pilota
Requisito primario per diventare pilota di aerei di linea è l’idoneità psico-fisica, che si raggiunge attraverso una visita medica presso i centri di medicina legale dell’Aeronautica Militare o l’ambulatorio della Sanità Marittima del Ministero della Salute. Esistono due classi di accertamenti in base alla licenza che si andrà a conseguire:

• II classe, è la prima che bisogna ottenere per la licenza di pilota privato
• I classe, l’idoneità successiva per pilota commerciale e di linea

Altri requisiti sono il diploma di scuola superiore e buone conoscenze in matematica, fisica e inglese, accertate con un test d’ingresso.

La prima licenza: PPL
Successivamente, ci si potrà iscrivere ad una scuola di volo approvata dall’Enac, in cui si potrà seguire un corso per ottenere la prima licenza, la PPL (Private Pilot License), cioè quella di pilota privato.

Il corso è costituito da una prima parte teorica, e una seconda parte pratica su un simulatore di volo, e successivamente su un velivolo. Dopo 47 ore di volo pratico (37 in doppio comando con istruttore e 10 in solitaria) e un esame teorico-pratico presso l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) si potrà ottenere la PPL, che abilita a condurre un aereo privato con passeggeri non paganti. Il costo complessivo di questa licenza si aggira intorno ai 10 mila euro.

La seconda licenza: CPL
Ottenuta la PPL, si può continuare il percorso per prendere la CPL (Commercial Pilot License), ovvero la licenza di pilota commerciale, che permette di diventare istruttore e lavorare su aeromobili. Per poter accedere al corso di pilota commerciale sono necessarie 150 ore di volo come pilota comandante. Dopo un periodo di addestramenti vari, si potrà affrontare l’esame per conseguire la CPL. Il costo complessivo per arrivare a raggiungere la CPL è di circa 35 mila euro.

Terza e ultima licenza: ATPL
Con la licenza di pilota commerciale si potrà continuare il percorso per ottenere l’ultima licenza, l’ATPL (Airline Transport Pilot License), il brevetto che abilita i pilota di linea, indispensabile per poter essere assunti come piloti nelle compagnie aeree. Per ottenere l’ATPL è necessario superare una serie di esami, come legislazione, meteorologia, navigazione aerea e così via.

L’ATPL comprende due idoneità, una teorica preliminare (Frozen ATPL) e una completa (Full ATPL). Per pilotare un aereo di linea in qualità di comandante, è necessario ottenere il Full ATPL, in seguito a 1500 ore di volo totali. Ma, prima di ottenere il “full ATPL”, si consegue il Frozen ATPL, l’idoneità teorica raggiunta con il superamento di tutti gli esami teorici. Il costo complessivo per arrivare a conseguire l’ATPL è di circa 100 mila euro.

Dopo l’ATPL ci sono delle specializzazioni da ottenere, che possono essere richieste dalle singole compagnie aeree prima di assumere. Esse riguardano specifiche attività, come il volo in montagna, volo acrobatico, oppure qualifiche, come quella di istruttore di volo.

Per comprendere al meglio come diventare pilota e quali sono le difficoltà della professione, abbiamo intervistato Massimiliano Bramati, 29 anni, pilota su Boeing 737-800 NG presso Neos da dicembre 2011.

1. Quanto tempo hai impiegato per completare tutto l’iter e poi per trovare lavoro come pilota?

Prima di intraprendere questa carriera ho lavorato sempre per Neos come assistente di volo dall’età di 20 anni fino a 23, età in cui ho preso la decisione di rischiare e investire una cifra importante per ottenere le licenze per diventare pilota di linea. Parlo di rischio perché al giorno d’oggi, anche riuscendo a superare tutti gli esami, trovare un impiego è molto difficile, per non parlare di riuscire a trovarlo in Italia: quasi impossibile. Ovviamente questo è solo un periodo e sicuramente le cose cambieranno, ma è bene sapere che attualmente la situazione è davvero drastica.
Riassumendo in breve il mio percorso, avendo iniziato a 23 anni con gli studi, e essendo arrivato a 26 ad avere un contratto indeterminato nella compagnia aerea probabilmente più stabile e organizzata che c’è in Italia, nei confronti di tanti ragazzi che ho conosciuto nelle varie scuole di volo che da anni cercano un impiego fisso senza riuscire a trovarlo, non posso permettermi di parlare di difficoltà, anche se devo ammettere che l’ottenimento dell’ATPL frozen non è stata proprio una passeggiata. Ci sono due tipi di percorsi per ottenere l’ATPL, il modulare, e l’integrato: il primo è il metodo più datato dove ogni abilitazione viene compiuta separatamente, volendo anche in scuole di volo differenti, dove sei tu a gestire tutto l’iter; il secondo è quello più moderno e “comodo” dove tutti i corsi sono appunto integrati in un unico percorso che viene gestito da una sola scuola che ti sostiene dall’inizio alla fine.
Per una questione principalmente economica, io ho optato per il corso modulare, in modo da ricercare su internet step by step quali erano le scuole che proponevano le migliori offerte per la singola abilitazione. Infatti ho ottenuto il PPL ad Orlando, l’Instrument rating e l’accumulo di ore di volo a Dallas (negli USA grazie al basso costo del carburante il prezzo di noleggio dell’aereo all’ora è di almeno il 30% più basso che in Italia), il CPL multi engine e la conversione dell’ Instrument rating (abilitazioni che devono essere necessariamente fatte in Europa se si vuole ottenere lavoro nel nostro continente, per questo ho dovuto convertire l’Instrument rating) in Islanda, l’ATPL teorico tramite un corso distance learning appoggiato ad una scuola di Bristol, l’MCC (multi crew cooperation) a Jerez e l’abilitazione al B737 a Munchengladbach. Mi è venuto il mal di testa solo a scriverlo, figurarsi a farlo, e tutto in poco più di due anni!
Ovviamente è stato molto impegnativo e stressante, ma la mia scelta, rispetto ad aver fatto un corso integrato in Italia, mi è valsa almeno il 25% di risparmio (considerando vitto, alloggio e i biglietti aerei), un maggiore utilizzo della lingua inglese, tempi più brevi grazie al meteo quasi sempre sfruttabile della Florida e del Texas, e un’esperienza davvero incredibile (ad esempio per il mio accumulo ore ho affittato un Cessna 172 per due settimane con un amico e abbiamo girato gli Stati Uniti in lungo e in largo fermandoci a visitare le principali città).
È altresì vero però che quando si decide di risparmiare si rischia sempre un po’, infatti non nascondo di aver avuto alcune difficoltà a causa della cattiva gestione di alcune scuole, istruttori con poca esperienza, aeroplani non propriamente in condizioni impeccabili, e altri piccoli disagi di vario genere.

2. Quali sono state le maggiori difficoltà riscontrate durante tutto il percorso per arrivare a conseguire l’ATPL?

Essendo in media i piloti appassionati più dell’aspetto pratico del volo rispetto a quello teorico, le difficoltà che accomunano maggiormente gli studenti durante il percorso dell’ATPL sono senza dubbio legate al superamento degli esami teorici, specialmente nel mio caso dato che mi sono preparato da “privatista” tramite un corso distance learning come menzionato precedentemente.
Personalmente ricordo con poco entusiasmo anche i momenti, che accadono inevitabilmente, in cui l’istruttore ti propone di ripetere una lezione al fine di perfezionare un qualsiasi tipo di aspetto magari durante l’addestramento con l’aeroplano bimotore, dove il costo di noleggio è di 500€ all’ora, più la parte destinata all’istruttore. Davvero stressante.

3. Cosa consiglia ai ragazzi che intendono intraprendere la carriera di pilota?

Aprendo il capitolo inerente al lavoro di pilota di linea professionista, nonostante oggi non sia più la professione elitaria di un tempo, dove si lavorava la metà e si guadagnava il doppio rispetto a oggi, questa rimane comunque un’attività affascinante che appassiona e stimola, che concede più tempo libero rispetto ai lavori “normali” di ufficio (in media si lavora 15/16 giorni al mese comprese le soste e i riposi fuori base), dove la monotonia è quasi sempre assente, dove si conduce una vita dinamica e capita di essere pagati per sostare una settimana su un atollo delle Maldive, dove però bisogna concedere una grande disponibilità e spirito di adattamento, dove non esistono più i week end e le festività, compreso Natale e Capodanno, dove si è sempre sotto esame e si è costretti ad una vita di continuo studio e aggiornamento, dove non si finisce mai di imparare, dove bisogna gestire accuratamente le proprie energie a causa degli orari di lavoro sempre diversi (personalmente mi capita in media 5/6 volte al mese di avere la sveglia puntata alle 3 del mattino) e dove si deve essere disponibili da un momento all’altro a dover cambiare città di residenza.
Ovviamente poi c’è l’aspetto più critico che è senza dubbio quello della responsabilità: questo è un mestiere dove ogni fase è delicata e non ci si può permettere di prendere nulla sottogamba.

Il consiglio che mi sento di dare a chi decide di intraprendere questa carriera è quello di farlo esclusivamente se si ha una vera propria passione verso questo mondo, le difficoltà da superare sono molte, soprattutto all’inizio, e bisogna tenere conto che per trovare lavoro ci possono volere anni.

4. Quanto guadagna in media al mese un pilota con la tua esperienza?

Alcuni miei compagni di corso addirittura stanno pagando cifre intorno ai 40.000€ PER LAVORARE in qualche compagnia straniera che sfrutta il fattore crisi per lucrare in cambio di garantire esperienza e ore di volo ai piloti freschi di ATPL.
Siccome non sono qui a demotivare nessuno, e dato che io per primo sono stato fortunato, una volta che si riesce ad essere assunti in una compagnia aerea europea la strada verso l’ottenimento del tanto ambito contratto indeterminato è abbastanza breve: solitamente viene proposto dopo un anno di contratto che viene considerato come periodo di prova, dove in media già si percepisce uno stipendio mediamente sui 2000€ che diventano 4000€ dopo un anno dal termine del periodo di addestramento (che in media dura sei mesi). Col passare degli anni aumentano anche i gradi di esperienza e di conseguenza anche la retribuzione, fino a diventare, se si hanno le capacità, Comandante, e a percepire uno stipendio mensile in media di 8000€.
Inutile rammentare che, soprattutto al giorno d’oggi, nessuno regala nulla, e questo vale anche per il settore aeronautico.