Uscire? No, grazie. La nuova moda è divano, film e calice di vino

L’inverno è ormai inoltrato, il freddo abbraccia tutta la penisola e le giornate di sole e di caldo sono solo un lontano ricordo. Con questi presupposti come si può pensare di uscire dal letto e lasciare quel caldo accogliente per prepararsi ad affrontare una fredda e gelida uscita serale?Da oggi potete smettere di sentirvi pigri e in balìa dell’ozio, la vostra è una vera e propria arte, il suo nome è: Kalsarïkannit.La sua spiegazione in pratica è: bere qualcosa in casa, da soli, in pigiama o anche in biancheria senza avere alcuna intenzione di uscire. La nuova moda infatti, sarebbe proprio questa. Dimenticarsi di discoteche e locali affollati con musica assordante per dedicarsi un po’ a se stessi, alle proprie passioni e a ciò che ci fa star bene all’interno delle calde e accoglienti mura domestiche. La nuova tendenza ha trovato conferma anche in un articolo di GQ, in cui si evidenzia come specialmente nel Nord Europa questa abitudine è diventata una vera e propria pratica considerata addirittura un’arte. Quindi, relax. Se passate le serate con un bel bicchiere di vino o il vostro drink preferito, leggendo, ascoltando musica o guardando la vostra serie preferita restando a poltrire sul divano state affinando la vostra arte!


 

Come scegliere il peso della palla da bowling?

Per giocare a bowling bisogna scegliere la palla giusta, che non deve essere né troppo leggera, né troppo pesante. Ecco alcuni consigli per non sbagliare.Che si giochi tra amici o si punti a diventare grandi campioni, la scelta della palla da bowling è fondamentale per giocare partite indimenticabili senza correre il rischio di farsi male o sbagliare la traiettoria dei tiri.

Sebbene molti siano convinti che il bowling sia un gioco tipicamente americano, la sua storia affonda le radici nell’Antico Egitto, epoca in cui le palle da bowling erano realizzate con cereali poi ricoperti di pelle tenuta insieme da una corda.

Nel Medioevo si diffuse in Germania e in Inghilterra, dove fu persino messo al bando come gioco proibito e solo il 9 settembre 1895 a New York, l’American Bowling Congress presentò il regolamento ufficiale dando precise indicazioni su dimensione, materiali e peso delle palle da bowling e sul numero di birilli da abbattere.

Il bowling è un gioco conosciuto da tutti e imparare a colpire i birilli (e magari fare strike!) non è difficile, serve solo un po’ di esercizio, una buona mira e ovviamente la giusta palla, così da riuscire a giocare a bowling come un vero professionista.

Non sempre però, quando ci si appresta a giocare, si presta attenzione alla tipologia di palla da bowling scelta.

Molto spesso inoltre, se si è neofiti e si acquista una palla da bowling per la prima volta, si fanno delle valutazioni sbagliate pensando ad esempio che più pesa, più sarà efficace il tiro, ma non è così.

Le palle da bowling vengono realizzate in vari materiali e hanno pesi differenti, il rischio che si corre non scegliendo una palla da bowling del peso adatto alla propria corporatura, è di farsi molto male.

Una palla da bowling troppo pensante infatti, può provocare dolori alle articolazioni e alla schiena.

Fatta questa doverosa premessa, ecco quindi cosa tenere in considerazione quando si sceglie una palla da bowling

10 cose da sapere per scegliere una palla da bowling
Una palla da bowling regolamentare pesa da 2,7 kg a 7,2 kg;
Gli uomini giocano con palle da bowling che vanno dai 6,5 kg ai 7,5 kg;
Le donne giocano con palle da bowling che vanno dai 4,5 kg ai 6,5 kg;
Generalmente, un adolescente potrà giocare con una palla di circa 5 kg;
Il peso della giusta palla da bowling corrisponde al 10% del peso corporeo;
Se si deve scegliere la palla da bowling per la prima volta, per capire se è quella giusta, bisogna impugnarla e tenerla in mano per alcuni secondi, se il braccio trema, significa che è troppo pesante;
Ogni palla da bowling ha tre o cinque buchi, per assicurarsi che non sia troppo grande o che i buchi siano alla giusta distanza per la propria mano, bisogna inserire le dita e controllare che entrino ed escano senza sforzo;
Se si decide di acquistare una palla da bowling professionale, i buchi potranno essere fatti in seguito in modo che si adattino perfettamente alla mano del giocatore;
Le palle da bowling in uretano sono consigliate per i tiri ad effetto, perché non assorbendo l’olio usato sulle piste, hanno maggiore attrito;
Le palle da bowling in resina sono le più precise, ma anche le più costose.
Se si vuole essere sicuri di acquistare una palla da bowling del peso e delle dimensioni adatte, il consiglio migliore è quello di recarsi in un negozio specializzato, dove sarà possibile consultarsi con dei professionisti.

Trancetti alla crema di burro


Procedura 40 minuti
Cottura 10 minuti
Persone 8
Difficoltà facile
INGREDIENTI

380 gr zucchero

300 gr burro

150 gr farina

400 gr pan di spagna

9 uova

1 cucchiaio caffe’ solubile decaffeinato in polvere

q.b. fragola

1 cucchiaio sciroppo di fragola

q.b. nocciole

q.b. chicchi rivestiti di cioccolato

q.b. sale

Quella al burro è una delle creme di base della pasticceria inglese (buttercream). E’ l’ideale per farcire torte, tartine e per decorare i muffin, considerando la sua stabilità. Una volta che avrete fatto pratica, con il beccuccio adatto riuscirete a realizzare delle decorazioni davvero graziose! Qui trovate tante altre ricette per gustare la crema al burro.
Disponete una ciotola sopra una pentola con acqua in leggera ebollizione, sgusciate 3 uova, unite 300 g di zucchero, poco alla volta, e montate per 10 minuti. Versate il composto in una ciotola, fatelo intiepidire, poi amalgamatelo a 300 g di burro ammorbidito e lavorato a crema mescolando, finché diventerà lucido, poi dividetelo in 3 parti.
A questo punto incorporate a 1/3 di crema il caffè solubile, sciolto con poca acqua calda, a 1/3 lo sciroppo di fragola e al restante 1/3 le nocciole tritate.
agliate il pan di Spagna pronto in 3 parti e dividete ciascuno in 2 strati, in senso orizzontale. Farcitene 1 con la crema alle nocciole, 1 con la crema alle fragole e 1 con la crema al caffè. Spalmate la superficie con le creme e ricavate tanti quadrati di 4 cm di lato.
Riempite una tasca da pasticciere con bocchetta a stella di 2 mm con le rispettive creme e decorate le tartine formando cordoncini, ciuffetti, ecc. Infine, guarnite con nocciole, chicchi di caffè e fragole


 

La carambola italiana: che cos’è e come si gioca

La carambola italiana è il gioco di biliardo all’italiana più diffuso nel nostro Paese e, ormai, esportato in molte parti del mondo tanto da essere inserito nelle competizioni internazionali
Come tutti i giochi di biliardo, la carambola è un gioco per due giocatori i quali, con l’ausilio di una stecca, devono colpire una o più bilie, a seconda del tipo di gioco e della variante.
Oltre alle regole base, infatti, ci sono diverse varianti che costituiscono giochi di carambola alternativi.

Le regole della carambola
Per il gioco della carambola si utilizza un tavolo internazionale, cioè di dimensione di 284 cm per 142 cm senza buche.

Sul tavolo da gioco vengono disposte tre bilie (rossa, bianca e gialla). La bianca e la gialla vengono assegnate ognuna a ciascuno dei due giocatori mentre la rossa è il pallino da colpire.
Il gioco della carambola prevede di colpire la propria bilia con la stecca e di farla carambolare sulle altre due dopo aver toccato un certo numero di sponde, a seconda della variante di gioco.
Se viene completata la sequenza giusta, si ottiene un punto e si ha la possibilità di tirare nuovamente. Solo dopo aver commesso fallo (ovvero non aver completato la sequenza giusta), il turno passa all’avversario.

Varianti
Le varianti della carambola riguardano la sequenza delle bilie da colpire, la necessità o meno di colpire le sponde e il numero di bilie presenti sul tavolo.

Libera: consiste nel colpire con la propria bilia le altre due direttamente o indirettamente, senza necessariamente toccare le sponde. Si tratta della variante più semplice. Per questo motivo non viene utilizzata nelle competizioni internazionali.
A una sponda: consiste nel toccare con la propria bilia le altre due e una sponda. Ci possono essere tre sequenze diverse: bilia avversaria – sponda – pallino; pallino – sponda – bilia avversaria; sponda – bilie.
A due sponde: funziona come la variante a una sponda sola, con l’unica differenza che deve toccare due sponde anziché una.
A tre sponde: come dice il nome stesso, la propria bilia deve colpire oltre alle due bilie anche tre sponde. È la variante più conosciuta e utilizzata nelle competizioni ufficiali internazionali.
Quadro: questa variante prevede la divisione del tavolo in quadranti da 47 cm o da 71 cm. Esistono 3 specialità 47/1, 47/2 e 71/2. La bilia deve tornare nel quadrante indicato dopo aver ottenuto il punto. In caso contrario il turno passa all’avversario.
A quattro bilie: questa variante prevede l’uso di una bilia in più. Quelle rosse, infatti, saranno due, di cui una più scura e una più chiara. In questa variante vengono colpite tutte e tre le bilie in sequenza. Se ne vengono colpite solo due il giocatore si aggiudica un solo punto. Se vengono colpite tutte e tre, il giocatore si aggiudica due punti.
Nella versione a quattro bilie esistono altre due specialità: nella Youtsdama ogni giocatore deve colpire con la sua bilia solo le due bilie rosse. Se tocca la bilia dell’avversario il giocatore perde un punto; nella carambola decimale l’obiettivo è colpire tutte e tre le bilie. Se ciò avviene il giocatore fa dieci punti, se invece ne colpisce solo due, il giocatore fa due punti. Il punteggio raddoppia se prima delle bilie colpisce la sponda.
Come migliorare la propria tecnica base
Per migliorare la propria abilità nella carambola italiana vanno osservate alcuni aspetti tecnici che valgono per tutti i giochi di biliardo.

Postura: il corpo deve essere chinato verso il tavolo e la stecca essere posizionata appena sotto il mento. La testa è rivolta verso il basso. Per quanto riguarda le gambe, devono essere in posizione interna rispetto all’asse di tiro. La gamba sinistra è leggermente piegata e senza peso e il piede punta nella stessa direzione della stecca, mentre la destra è tesa con il piede a 45°.
Impugnatura della stecca: la stecca deve essere mantenuta salda ma la presa deve essere leggera in modo da non deviare inavvertitamente la direzione del colpo. A seconda del tipo di tiro si utilizza una impugnatura arretrata (ovvero a ridosso della fine della stecca), una impugnatura normale o una impugnatura avanzata (alcuni centimetri più avanti rispetto all’impugnatura normale).
Allineamento all’asse di tiro: l’allineamento ideale è quello in cui la stecca è in linea con il naso e il centro degli occhi. La corretta impostazione in questo caso è fondamentale per controllare la direzione del tiro.
Ora siete pronti? Non vi resta che provare a giocare.

10 maschere fai da te per capelli rovinati

Capelli sempre legati, piastre, phon, smog, il vento e una esposizione prolungata al sole possono danneggiare i capelli sfibrandoli e indebolendoli. L’effetto crespo è una delle conseguenze e i capelli risultano spenti e senza vita. Senza considerare quell’effetto paglia che ricorda molto la stoppa e che li rende ingestibili e particolarmente secchi. Per mantenere o riacquistare salute e bellezza dei propri capelli, è importante prendersene cura con prodotti naturali e maschere che li possano rinforzare con sostanze nutritive preziose per avere una chioma sana e forte.

Ecco 10 maschere naturali facili da fare in casa.

1. Maschera all’alloro
Indicata per: riparare i capelli danneggiati

Far bollire 5 foglie di alloro per 5 minuti. Una volta fredda filtrare e aggiungere 6 cucchiai di hennè neutro, un cucchiaio di olio evo e uno di olio di semi di lino. Tenere l’impacco in testa per un’ora, quindi sciacquare con la tisana di alloro rimanente.
2. Maschera alla salvia e basilico
Indicata per: rinforzare i capelli privi di vitalità

Frullare una tazza di foglie di basilico, un cucchiaio di olio di jojoba e 3 gocce di olio essenziale di rosmarino. Amalgamare quindi con 100 gr di hennè neutro e con dell’infuso di salvia. Tenere in posa 2 ore e risciacquare quindi con la tisana alla salvia rimasta.

3. Maschera all’olio di ricino
Indicata per: nutrire i capelli sfibrati

Unire 3 cucchiai di argilla bianca con 2 cucchiai di olio di ricino, 2 cucchiai di burro di karitè e 3 cucchiai di miele. Tenere in posa 30 minuti e risciacquare con del tè verde.
4. Maschera all’arnica per capelli
Indicata per: rinvigorire i capelli fragili che cadono

Amalgamare un tuorlo d’uovo con 3 cucchiai di miele, 3 gocce di olio essenziale di arnica e 2 cucchiai di olio evo. Impastare con 100 gr di hennè neutro. Tenere in posa 2 ore e sciacquare quindi con del tè nero.
5. Maschera all’olio di oliva e rosmarino
Indicata per: riparare i capelli secchi, sfibrati e danneggiati da decolorazioni e tinte

L’olio di oliva è ricco di sostanze nutrienti utili ai capelli stressati e rovinati, mentre l’olio essenziale di rosmarino è un rinforzante e remineralizzante.
Unire 30 ml di olio evo e 10 gocce di olio essenziale di rosmarino. Distribuire il composto su cute e capelli umidi. Lasciare agire per almeno un’ora e quindi sciacquare con acqua e uno shampoo delicato. Da ripetere almeno una volta a settimana.
6. Maschera con miele e semi di lino
Indicata per: idratare e disciplinare i capelli crespi

L’olio di semi di lino è super nutriente e ristrutturante, mentre il miele ammorbidisce i capelli, li ripara e li protegge dalle aggressioni esterne. Unire 20 ml di olio di semi di lino con un cucchiaio di miele. Stendere quindi la maschera in modo uniforme sui capelli umidi. Lasciare in posa per almeno mezz’ora, quindi sciacquare con uno shampoo delicato.

7. Maschera allo yogurt e olio di oliva
Indicata per: dare luminosità ai capelli spenti

Lenitivo della cute, idratante dei capelli, questa maschera è in grado di donare
luminosità ai capelli danneggiati. Prendere un vasetto di yogurt bianco e unirlo a uno o due cucchiai di olio evo. Mescolare e stendere sui capelli. Lasciare in posa per almeno un’ora e quindi risciacquare.

8. Maschera all’olio di cocco, mandorle dolci e semi di lino
Indicata per: donare forza e brillantezza ai capelli opachi, crespi o danneggiati

Gli oli sono un ottimo alleato per i capelli in quanto nutrono e donano morbidezza e luminosità. Unire 20 ml di olio di cocco, 20 ml di olio di mandorle dolci e 20 ml di olio di semi di lino. Stendere questo mix sui capelli umidi e lasciarlo in posa per circa un’ora. Lavare quindi con uno shampoo delicato.

9. Maschera alla banana per capelli sfibrati per rinforzare
Indicata per: rinforzare i capelli sfibrati, che si spezzano

La banana è ricca di vitamine e sali minerali che rigenereranno la fibra del capello rinforzandolo. Tagliare a pezzi una banana e schiacciarla fino a ottenere una purea. Aggiungere quindi due cucchiai di olio evo e qualche goccia di olio essenziale di lavanda. Applicare la maschera in modo uniforme sui capelli e lasciare in posa 20 minuti. Risciacquare quindi abbondantemente con uno shampoo.
10. Maschera all’uovo, yogurt e miele
Indicata per: nutrire i capelli bruciati da trattamenti aggressivi

Mettere in un contenitore un uovo, quattro cucchiai di yogurt bianco e tre cucchiai di miele. Mescolare con un cucchiaio di legno e applicare sui capelli avvolgendoli in una pellicola da cucina. Lasciare in posa per alcuni minuti e procedere quindi con lo shampoo.

Come Diventare Modella

Non c’è un’età standard per cominciare e molto dipende dallo sviluppo di ciascuno: alcuni giovani a 14 anni hanno gia altezza e fisico mentre altri devono aspettare i 16 o 17 anni. Andate a scuola o all’università? In questo caso l’agenzia a cui vi siete rivolte/i organizzerà gli appuntamenti di lavoro in modo da non interferire con gli orari ed i ritmi di studio.

REQUISITI PER FARE LA MODELLA Un corpo proporzionato, 1.70 m minimo di altezza, una taglia 40. Le misure “90-60-90” non sono indispensabili ma è bene avvicinarsi a queste cifre. La pelle deve essere bella (anche se qualche brufolo può essere nascosto dal trucco). Non esistono invece standard per i capelli: l’agenzia provvederà a consigliarvi il taglio ed il colore che vi valorizzano di più. L’aspetto fisico è importante ma non è tutto: a chi fa questo mestiere (o ambisce a farlo) è richiesto un buon portamento, carisma e, come in qualunque altra professione, sono indispensabili la professionalità, la puntualità e la serietà

QUANTO GUARDAGNA UN MODELLO? – Solo le top model arrivano a cifre astronomiche. La maggior parte delle persone che lavorano in questo settore, a lungo andare, arriva a cifre sostanziose ma all’inizio i guadagni sono modesti e possono passare settimane o mesi prima che il lavoro cominci ad “ingranare”.

A CHI RIVOLGERSI? – Se siete ai primi passi, cominciate sempre contattando un’agenzia seria. Quali sono quelle serie? Quelle che non fanno pagare per un provino, che non richiedono o propongono un corso di portamento. Guarda le agenzie suggerite »

Se avete ottenuto un colloquio presso un’agenzia, presentatevi così come siete abitualmente. La naturalezza premia sempre.

Porti l’apparecchio? Niente panico, non è un’ostacolo. Qualche difetto oggi è accetato.

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Come Diventare Pompiere

Come si diventa vigile del fuoco?
Per diventare vigile del fuoco è necessario superare un concorso pubblico che viene indetto con un bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale IV serie speciale concorsi ed esami, visionabile anche sul sito internet www.vigilfuoco.it.

Per diventare vigile del fuoco volontario deve essere presentata domanda di arruolamento nei quadri volontari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco presso il Comando provinciale di residenza.

Quali sono gli uffici a cui rivolgersi?
L’ufficio che si occupa dei concorsi pubblici è l’Area I della Direzione Centrale per gli Affari Generali.

Che titoli di studio bisogna possedere?

Il titolo di studio necessario per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco è il diploma di istruzione secondaria di primo grado (licenza media inferiore)

Quali sono i requisiti per accedere al concorso?

I requisiti generali richiesti sono quelli per la partecipazione ai pubblici concorsi per l’accesso ai pubblici impieghi (cittadinanza italiana, godimento dei diritti politici, regolare condotta civile e morale…)

Quali sono i limiti d’età ed i requisiti fisici?

Attualmente il limite di età per accedere alla qualifica di vigile del fuoco è di 30 anni senza alcuna elevazione tranne che per i vigili volontari per i quali il limite è, invece, di 37 anni, mentre i requisiti psico-fisici ed attitudinali sono regolamentati dal D.M. 228/93 e dal D.P.C.M. 233/93, ma sia per l’età che per i requisiti fisici sono in via di emanazione dei nuovi regolamenti

Quali sono le qualifiche che vengono messe a concorso pubblico nel C.N.VV.F.?

Le qualifiche per le quali si accede solo tramite pubblico concorso dell’area tecnico operativa, oltre a quella di vigile del fuoco, sono: Vice ispettore antincendi, vice direttore, vice direttore medico, vice direttore ginnico sportivo.

Fonte http://www.vigilfuoco.it

Come essere affascinanti

6 Modi Pratici per Avere Più Fascino
Energia maschile e fascino sono il successo per avere molte donne nella vostra vita. Il fascino è il modo in qui parlo medio basso senza essere volgari un pizzico di galenteria uno stile di saper valorizzare la propria immagine con vestiti e auto. Ad esempio si ha più fascino invitando una ragazza al ristorante vestendoti con un completo e un auto vecchio modello ma bello aprendogli la portiera ho spostando la sedia per farla accomodare senza esagerare troppo.

Scopri subito come fare Buona Visione


Come diventare avvocato

Diventare avvocato: dopo la laurea in Giurisprudenza uno dei possibili sbocchi professionali per i giovani laureati in Legge sicuramente più comune, ma non per questo più semplice, è la professione di avvocato.

La professione di avvocato infatti è scelta da tantissimi laureati italiani: secondo gli ultimi dati nel nostro Paese sono presenti ben 230 mila avvocati, un numero così elevato da far arrivare l’Italia al terzo posto in Europa tra i Paesi con più avvocati.

Questo dato dovrebbe spingere gli aspiranti avvocati ad una riflessione preliminare: volete davvero diventare avvocato? Non solo l’esame di stato è notoriamente impegnativo, ma il numero di colleghi avvocati presenti nel Bel Paese renderà molto competitivo l’esercizio della professione forense e conseguentemente anche le possibilità di guadagno. Al momento infatti il reddito medio di un avvocato in Italia si aggira intorno ai 37 mila euro.

Ma se il vostro sogno resta quello di diventare avvocato, nonostante le difficoltà tecniche e pratiche che potrete incontrare nel vostro percorso, vi forniamo tutte le informazioni utili per gli aspiranti avvocati.

Vediamo quindi come diventare avvocato in 4 punti.

Come diventare avvocato: laurearsi in Giurisprudenza
Per prima cosa per diventare avvocato occorre essere laureati in Giurisprudenza.

La facoltà di Legge non richiede un particolare indirizzo scolastico per potersi iscrivere al Corso di Laurea in Giurisprudenza, nè servono particolari conoscenze acquisite durante gli anni di Scuola Superiore per poter diventare avvocato. Sicuramente aver studiato al Liceo Classico potrebbe essere un vantaggio, più che per la conoscenza del latino, lingua tuttora utilizzata dagli avvocati nell’esercizio della professione forense, per il metodo di studio che tale Liceo richiede ai propri studenti.

Tuttavia nulla vieta a brillanti studenti provenienti da indirizzi tecnico-scientifici di conseguire una Laurea con lode in Giurisprudenza e passare senza alcuna difficoltà l’esame di Stato.

Al momento è possibile iscriversi al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (LM) della durata di 5 anni, che sostituisce il precedente Corso di Laurea in Giurisprudenza Vecchio ordinamento (DL) nonchè il Corso 3+2 costituito da una Laurea Triennale in Scienze Giuridiche (Classe 31) e una successiva Laurea biennale Specialistica (LS).

Come diventare avvocato: la pratica forense
Una volta conseguita la laurea in Legge occorre iniziare la pratica forense presso uno studio legale di un avvocato (il cd. dominus) che risulti iscritto da almeno 5 anni all’albo professione degli avvocati.

La pratica forense ha una durata di 18 mesi e il praticante avvocato dovrà partecipare ad almeno 20 udienze del proprio dominus per ogni semestre facendo annotare la propria presenza nel verbale di udienza e nel libretto della pratica.

In alternativa è possibile iscriversi a una Scuola di specializzazione che permetterà all’aspirante avvocato di conseguire un diploma che ridurrà ad un solo anno lo svolgimento della pratica forense.Il recente Decreto n. 70 del Ministero della Giustizia, pubblicato sulla G.U. del 19 maggio 2016, ha previsto alcune novità per lo svolgimento della pratica forense da parte degli aspiranti avvocati.

Durante lo svolgimento della pratica forense è adesso ammissibile lo svolgimento di lavoro subordinato pubblico o privato, ma la pratica forense deve avvenire con assiduità, diligenza, riservatezza e nel rispetto delle norme di deontologia professionale.

Inoltre i praticanti avvocati possono svolgere il primo semetre di pratica forense mentre frequentano l’ultimo anno universitario e un successico semetre in un altro Stato dell’Unione Europea.

Resta sempre possibile lo svolgimento parziale della pratica forense presso il Comune, l’Avvocatura di Stato ed Enti pubblici come l’Inps, ma solo per massimo 12 mesi.

Fondamentale è la frequenza obbligatoria ai corsi di formazione e aggiornamento professionale durante lo svolgimento della pratica forense.

Al termine del primo anno di pratica, l’aspirante avvocato è di fronte a una scelta: rimanere praticante avvocato o fare domanda per l’iscrizione al Registro Praticanti Abilitati.

L’Iscrizione al Registro Praticanti Abilitati ha ovviamente un costo che varia a seconda dell’Ordine di appartenenza e consente al giovane aspirante avvocato di poter agire in giudizio senza bisogno della presenza del proprio dominus ma solo in determinate tipologie di cause.

Come diventare avvocato: l’esame di abilitazione professionale
Una volta terminata la pratica forense, sarà necessario affrontare l’esame di Stato per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

Per la sessione 2016 lo svolgimento dell’esame di Stato è invariato rispetto agli anni precedenti e consiste nel sostenere tre prove scritte e una orale.

Le tre prove scritte consistono nella redazione di due pareri legali in materie regolate dal codice civile e dal codice penale e di un atto giudiziario su un quesito a scelta tra i tre proposti in materia di diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale consiste in un colloquio di circa un’ora avanti a una commissione di giuristi, professori universitari, avvocati o magistrati dove si discuterà dello scritto e si dovrà rispondere ad alcune domande sulle cinque materie scelte dall’aspirante avvocato.

Come diventare avvocato: l’iscrizione all’albo ed alla cassa forense
Per poter essere davvero avvocato ed esercitare effettivamente la professione forense, dopo aver superato l’esame di Stato bisogna infine iscriversi all’albo degli avvocati presso l’Ordine di appartenenza.

Tale iscrizione prevede un giuramento del neo avvocato durante una apposita cerimonia presso il Tribunale che consente poi l’iscrizione al Consiglio dell’Ordine degli avvocati del circondario di appartenenza.

Con l’iscrizione all’albo degli avvocati è obbligatoria anche la contestuale iscrizione alla Cassa Forense, la Cassa previdenziale operativa per tutti gli Avvocati.

Come Diventare Pilota Aerei

La passione per il volo accomuna molti giovani ragazzi, i quali dopo il diploma decidono di intraprendere un percorso che permetta loro di diventare pilota di aerei. Di fronte ai loro occhi si prospettano due possibilità: diventare pilota di aerei di linea, oppure tentare l’Accademia di Aeronautica Militare per pilotare gli aerei militari. In questo post spiegheremo come diventare pilota di aerei di linea, quali sono i requisiti necessari e quali prove bisogna superare per ottenere le licenze di volo.COME DIVENTARE PILOTA DI AEREI DI LINEA
I requisiti per diventare pilota
Requisito primario per diventare pilota di aerei di linea è l’idoneità psico-fisica, che si raggiunge attraverso una visita medica presso i centri di medicina legale dell’Aeronautica Militare o l’ambulatorio della Sanità Marittima del Ministero della Salute. Esistono due classi di accertamenti in base alla licenza che si andrà a conseguire:

• II classe, è la prima che bisogna ottenere per la licenza di pilota privato
• I classe, l’idoneità successiva per pilota commerciale e di linea

Altri requisiti sono il diploma di scuola superiore e buone conoscenze in matematica, fisica e inglese, accertate con un test d’ingresso.

La prima licenza: PPL
Successivamente, ci si potrà iscrivere ad una scuola di volo approvata dall’Enac, in cui si potrà seguire un corso per ottenere la prima licenza, la PPL (Private Pilot License), cioè quella di pilota privato.

Il corso è costituito da una prima parte teorica, e una seconda parte pratica su un simulatore di volo, e successivamente su un velivolo. Dopo 47 ore di volo pratico (37 in doppio comando con istruttore e 10 in solitaria) e un esame teorico-pratico presso l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) si potrà ottenere la PPL, che abilita a condurre un aereo privato con passeggeri non paganti. Il costo complessivo di questa licenza si aggira intorno ai 10 mila euro.

La seconda licenza: CPL
Ottenuta la PPL, si può continuare il percorso per prendere la CPL (Commercial Pilot License), ovvero la licenza di pilota commerciale, che permette di diventare istruttore e lavorare su aeromobili. Per poter accedere al corso di pilota commerciale sono necessarie 150 ore di volo come pilota comandante. Dopo un periodo di addestramenti vari, si potrà affrontare l’esame per conseguire la CPL. Il costo complessivo per arrivare a raggiungere la CPL è di circa 35 mila euro.

Terza e ultima licenza: ATPL
Con la licenza di pilota commerciale si potrà continuare il percorso per ottenere l’ultima licenza, l’ATPL (Airline Transport Pilot License), il brevetto che abilita i pilota di linea, indispensabile per poter essere assunti come piloti nelle compagnie aeree. Per ottenere l’ATPL è necessario superare una serie di esami, come legislazione, meteorologia, navigazione aerea e così via.

L’ATPL comprende due idoneità, una teorica preliminare (Frozen ATPL) e una completa (Full ATPL). Per pilotare un aereo di linea in qualità di comandante, è necessario ottenere il Full ATPL, in seguito a 1500 ore di volo totali. Ma, prima di ottenere il “full ATPL”, si consegue il Frozen ATPL, l’idoneità teorica raggiunta con il superamento di tutti gli esami teorici. Il costo complessivo per arrivare a conseguire l’ATPL è di circa 100 mila euro.

Dopo l’ATPL ci sono delle specializzazioni da ottenere, che possono essere richieste dalle singole compagnie aeree prima di assumere. Esse riguardano specifiche attività, come il volo in montagna, volo acrobatico, oppure qualifiche, come quella di istruttore di volo.

Per comprendere al meglio come diventare pilota e quali sono le difficoltà della professione, abbiamo intervistato Massimiliano Bramati, 29 anni, pilota su Boeing 737-800 NG presso Neos da dicembre 2011.

1. Quanto tempo hai impiegato per completare tutto l’iter e poi per trovare lavoro come pilota?

Prima di intraprendere questa carriera ho lavorato sempre per Neos come assistente di volo dall’età di 20 anni fino a 23, età in cui ho preso la decisione di rischiare e investire una cifra importante per ottenere le licenze per diventare pilota di linea. Parlo di rischio perché al giorno d’oggi, anche riuscendo a superare tutti gli esami, trovare un impiego è molto difficile, per non parlare di riuscire a trovarlo in Italia: quasi impossibile. Ovviamente questo è solo un periodo e sicuramente le cose cambieranno, ma è bene sapere che attualmente la situazione è davvero drastica.
Riassumendo in breve il mio percorso, avendo iniziato a 23 anni con gli studi, e essendo arrivato a 26 ad avere un contratto indeterminato nella compagnia aerea probabilmente più stabile e organizzata che c’è in Italia, nei confronti di tanti ragazzi che ho conosciuto nelle varie scuole di volo che da anni cercano un impiego fisso senza riuscire a trovarlo, non posso permettermi di parlare di difficoltà, anche se devo ammettere che l’ottenimento dell’ATPL frozen non è stata proprio una passeggiata. Ci sono due tipi di percorsi per ottenere l’ATPL, il modulare, e l’integrato: il primo è il metodo più datato dove ogni abilitazione viene compiuta separatamente, volendo anche in scuole di volo differenti, dove sei tu a gestire tutto l’iter; il secondo è quello più moderno e “comodo” dove tutti i corsi sono appunto integrati in un unico percorso che viene gestito da una sola scuola che ti sostiene dall’inizio alla fine.
Per una questione principalmente economica, io ho optato per il corso modulare, in modo da ricercare su internet step by step quali erano le scuole che proponevano le migliori offerte per la singola abilitazione. Infatti ho ottenuto il PPL ad Orlando, l’Instrument rating e l’accumulo di ore di volo a Dallas (negli USA grazie al basso costo del carburante il prezzo di noleggio dell’aereo all’ora è di almeno il 30% più basso che in Italia), il CPL multi engine e la conversione dell’ Instrument rating (abilitazioni che devono essere necessariamente fatte in Europa se si vuole ottenere lavoro nel nostro continente, per questo ho dovuto convertire l’Instrument rating) in Islanda, l’ATPL teorico tramite un corso distance learning appoggiato ad una scuola di Bristol, l’MCC (multi crew cooperation) a Jerez e l’abilitazione al B737 a Munchengladbach. Mi è venuto il mal di testa solo a scriverlo, figurarsi a farlo, e tutto in poco più di due anni!
Ovviamente è stato molto impegnativo e stressante, ma la mia scelta, rispetto ad aver fatto un corso integrato in Italia, mi è valsa almeno il 25% di risparmio (considerando vitto, alloggio e i biglietti aerei), un maggiore utilizzo della lingua inglese, tempi più brevi grazie al meteo quasi sempre sfruttabile della Florida e del Texas, e un’esperienza davvero incredibile (ad esempio per il mio accumulo ore ho affittato un Cessna 172 per due settimane con un amico e abbiamo girato gli Stati Uniti in lungo e in largo fermandoci a visitare le principali città).
È altresì vero però che quando si decide di risparmiare si rischia sempre un po’, infatti non nascondo di aver avuto alcune difficoltà a causa della cattiva gestione di alcune scuole, istruttori con poca esperienza, aeroplani non propriamente in condizioni impeccabili, e altri piccoli disagi di vario genere.

2. Quali sono state le maggiori difficoltà riscontrate durante tutto il percorso per arrivare a conseguire l’ATPL?

Essendo in media i piloti appassionati più dell’aspetto pratico del volo rispetto a quello teorico, le difficoltà che accomunano maggiormente gli studenti durante il percorso dell’ATPL sono senza dubbio legate al superamento degli esami teorici, specialmente nel mio caso dato che mi sono preparato da “privatista” tramite un corso distance learning come menzionato precedentemente.
Personalmente ricordo con poco entusiasmo anche i momenti, che accadono inevitabilmente, in cui l’istruttore ti propone di ripetere una lezione al fine di perfezionare un qualsiasi tipo di aspetto magari durante l’addestramento con l’aeroplano bimotore, dove il costo di noleggio è di 500€ all’ora, più la parte destinata all’istruttore. Davvero stressante.

3. Cosa consiglia ai ragazzi che intendono intraprendere la carriera di pilota?

Aprendo il capitolo inerente al lavoro di pilota di linea professionista, nonostante oggi non sia più la professione elitaria di un tempo, dove si lavorava la metà e si guadagnava il doppio rispetto a oggi, questa rimane comunque un’attività affascinante che appassiona e stimola, che concede più tempo libero rispetto ai lavori “normali” di ufficio (in media si lavora 15/16 giorni al mese comprese le soste e i riposi fuori base), dove la monotonia è quasi sempre assente, dove si conduce una vita dinamica e capita di essere pagati per sostare una settimana su un atollo delle Maldive, dove però bisogna concedere una grande disponibilità e spirito di adattamento, dove non esistono più i week end e le festività, compreso Natale e Capodanno, dove si è sempre sotto esame e si è costretti ad una vita di continuo studio e aggiornamento, dove non si finisce mai di imparare, dove bisogna gestire accuratamente le proprie energie a causa degli orari di lavoro sempre diversi (personalmente mi capita in media 5/6 volte al mese di avere la sveglia puntata alle 3 del mattino) e dove si deve essere disponibili da un momento all’altro a dover cambiare città di residenza.
Ovviamente poi c’è l’aspetto più critico che è senza dubbio quello della responsabilità: questo è un mestiere dove ogni fase è delicata e non ci si può permettere di prendere nulla sottogamba.

Il consiglio che mi sento di dare a chi decide di intraprendere questa carriera è quello di farlo esclusivamente se si ha una vera propria passione verso questo mondo, le difficoltà da superare sono molte, soprattutto all’inizio, e bisogna tenere conto che per trovare lavoro ci possono volere anni.

4. Quanto guadagna in media al mese un pilota con la tua esperienza?

Alcuni miei compagni di corso addirittura stanno pagando cifre intorno ai 40.000€ PER LAVORARE in qualche compagnia straniera che sfrutta il fattore crisi per lucrare in cambio di garantire esperienza e ore di volo ai piloti freschi di ATPL.
Siccome non sono qui a demotivare nessuno, e dato che io per primo sono stato fortunato, una volta che si riesce ad essere assunti in una compagnia aerea europea la strada verso l’ottenimento del tanto ambito contratto indeterminato è abbastanza breve: solitamente viene proposto dopo un anno di contratto che viene considerato come periodo di prova, dove in media già si percepisce uno stipendio mediamente sui 2000€ che diventano 4000€ dopo un anno dal termine del periodo di addestramento (che in media dura sei mesi). Col passare degli anni aumentano anche i gradi di esperienza e di conseguenza anche la retribuzione, fino a diventare, se si hanno le capacità, Comandante, e a percepire uno stipendio mensile in media di 8000€.
Inutile rammentare che, soprattutto al giorno d’oggi, nessuno regala nulla, e questo vale anche per il settore aeronautico.